MISSION CLUB - adozione a distanza ravvicinata

Nel 1973 è nato il M.I.G. (Movimento Internazionale Giovanile) teso a consolidare in aiuti concreti, sia economici che materiali quanto umani, una iniziativa per il recupero di bimbi orfani nel deserto del N.E.P., la "Mandera Boys Town" ai confini tra gli Stati del Kenya, Somalia, Etiopia (tutti tormentati da guerre tribali: le tristemente famose guerre dell'Ogaden).
Il villaggio raccolse oltre duecento bambini, diversamente destinati a morte certa, i quali trovarono ospitalità in case costruite appositamente per circa 8/10 bambini ciascuna, scuola culturale e professionale legata soprattutto alle realtà ed esigenze locali (falegnameria, artigianato artistico, oleificio, officina meccanica, scuola tecnica di agricoltura...), refettorio, campi da gioco, piccolo ospedale... Ancora oggi la Mandera Boys Town è una realtà produttiva autogestita e controllata da organi governativi del Kenya.
Mission Club è una recente Associazione no-profit, creata in seno alla C.E.S.C. (Comunità europea stampa e comunicazione) con il fermo e preciso scopo di approfittare delle concrete esperienze vissute direttamente alla Mandera Boys Town e svilupparne delle consorelle in ogni Paese ove si rendano più necessarie tali iniziative.

I terribili terramaremoti sofferti dai Paesi Asiatici, ma anche ovunque si riscontrino calamità naturali di vasta portata rende urgenti in tali luoghi la costruzione di villaggi per l'ospitalità ai bimbi orfani e comunque privi di sostentamento.
Mission Club sarà quindi presente in quei Paesi sia per la costruzione dei villaggi denominati Oasis Family, sia per sostenere, con le proprie iniziative, le altre realtà locali similari già organizzate o comunque nascenti.
La principale attività promozionale per l'autofinanziamento della Mission Club è legata essenzialmente ad iniziative turistico alternative, mirate a far si che i "turisti" associati, arrivino a visitare i villaggi delle Oasis Family, o comunque qualunque altra iniziativa similare consorziata, per conoscerne le realtà contingenti e gettare le basi di una adozione a "distanza ravvicinata" (nel senso che in questo modo i bimbi adottati possono conoscere personalmente i loro genitori e viceversa), attraverso la quale avverrà il sostentamento, l'educazione, lo studio, la crescita fino a maturità dei bimbi patrocinati.